Badiucao - Il Bansky cinese in esilio in Australia, perseguitato dalla polizia

Aggiornamento: 2 gen 2021


Chiudete gli occhi e trasportatevi per un momento ad Hong Kong. Immaginatevi una città che è stata colonizzata dagli inglesi dopo la prima "guerra dell'oppio", crocevia e collante fra l'Oriente e l'Occidente.


Dai numerosi grattacieli si può ammirare, tra le ipnotiche strade illuminate da luci cyberpunk, uno skyline vertiginoso che sfocia nelle acque di uno dei porti più importanti al mondo. Si tratta di una delle città più popolate in Cina, con oltre 7 milioni di abitanti. Stiamo parlando di uno dei centri finanziari più influenti al mondo, favorito anche dalle politiche basate sulla libertà di scambio accompagnate da una bassa pressione fiscale.


In questa città, grazie alla velocissima evoluzione ed internazionalizzazione, si è sviluppato un grande hub formato da studenti, artisti e giovani professionisti che hanno sempre seguito da vicino le vicende politiche e hanno rivendicato con forza (a differenza del resto della Cina) la loro indipendenza e libertà di espressione.


La presa di distanza dalle politiche sempre più invasive del governo di Pechino, lo scorso Giugno 2020, si è tradotta in una macro-manifestazione. Le telecamere di diversi Tabloid internazionali hanno raccontato le vicende e la lotta durante le "Hong Kong Protests". Abbiamo avuto un 'assaggio della brutalità della polizia contro in manifestanti ma anche di quanto possa essere caparbia e contundente l'ondata di coloro che vogliono preservare la democrazia.

MOVIMENTO


Ebbene in questo contesto di ribellione e denuncia nasce la figura di Badiucao, dissidente politico cinese, che attraverso l'arte e la satira si è attirato le malevolenze del governo cinese.


Questo giovane fumettista è nato nel 1986 a Shangai. Solo pochi anni dopo dalla sua nascita (1989) la Cina sarà scossa dalla protesta a Pechino culminata con il massacro di piazza Tienanmen, con migliaia di dimostranti uccisi con fucili d'assalto e carri armati per il semplice fatto di essere in disaccordo con il governo. I manifestanti accusavano il governo di manipolare e veicolare le informazioni a suo piacimento, senza garantire la libertà di informazione ed espressione.

Pensate che tutt'oggi gli avvenimenti di piazza Tienanmen sono considerati un argomento tabù in Cina.


BADIUCAO


Badiucao stava vivendo proprio questo clima inquisitorio, mentre era riunito nel suo dormitorio con dei compagni dell'università intento ad osservare una commedia romantica Taiwanese in TV. Improvvisamente il video si interrompe e riprende in forma di documentario, raccontando con video e fotografie gli orrori della manifestazione del 1989. La pellicola era stata modificata da alcuni dissidenti politici per testimoniare e lasciare traccia tra i più giovani dei soprusi che la Cina ha dovuto sopportare in quegli anni.


Questo episodio ha acceso in Badiucao la miccia esplosiva della curiosità e della passione verso il conoscere ed il sapere. Lui stesso afferma: “If I can’t see the truth about the country, how can I have hope for the country?".


LA SVOLTA


Nel 2009, una volta finita l'università, decide di trasferirsi in Australia, dove inizia a mettere alla prova le sue doti di fumettista e disegnatore, aggiungendo sempre un tocco di satira politica alle sue opere. Una in particolare sarà l'opera che lo rende famoso e soprattutto virale.


Tutto nasce dalla pubblicazione su Twitter di un'immagine che si prende gioco del presidente cinese Xi Jinping, ritratto dopo una battuta di caccia con Winnie The Pooh.

Twitter in Cina è illegale, ma molti studenti grazie all'aiuto di VPN riescono comunque ad avere accesso a questa immagine che viene ripubblicata in moltissimi forum.


A partire da questo momento Badiucao continuerà imperterrito nella sua opera di denuncia e divulgazione, però sempre occultando la sua identità con una maschera per timore (fondato) di ripercussioni da parte della polizia cinese.


Purtoppo l'intelligence cinese riesce, dopo molto tempo, a risalire alla sua famiglia, la quale verrà letteralmente presa in ostaggio prima di una sua mostra in programma ad Hong Kong. A questo punto Badiucao deciderà di rinunciare alla sua mostra poichè messo con le spalle al muro dall'azione di repressione della polizia cinese.


Infine Badiucao, stanco di nascondersi, deciderà di togliersi la maschera proprio il giorno del 30° anniversario del massacro di piazza Tienanmen, ed in concomitanza con la pubblicazione del documentario che lo vede protagonista chiamato China's Artful Dissident (che vi consiglio vivamente di vedere).


Badiucao su Hong Kong:


"Quello che sta accadendo a Hong Kong non riguarda solo Hong Kong, ma anche ogni paese che apprezza la libertà e la democrazia", dice Badiucao. "Questa è una lotta, ed è una lotta significativa."


RIFLESSIONI



Maria Montessori, educatrice e pedagogista, diceva: "Per insegnare bisogna emozionare".


Ho avuto l'enorme piacere di conoscere personalmente Badiucao in occasione del Festival dei Diritti Umani a Barcellona. L'energia e la passione, ma allo stesso tempo la sofferenza da lui proposta attraverso i gesti e le parole mi ha fatto avvicinare ancora di più al popolo cinese; ho rivalutato e mi sono soffermato anche sul concetto di libertà che respiriamo in Europa. Badiucao senza dubbio mi ha emozionato.


ARTE


Il dizionario Treccani definisce così l'arte: "In senso lato, capacità di agire e di produrre, basata su un particolare complesso di regole e di esperienze conoscitive e tecniche, e quindi anche l’insieme delle regole e dei procedimenti per svolgere un’attività umana in vista di determinati risultati"


Un'altra cosa significativa tratta dalla storia di Badiucao è stato certamente il riflettere su quanto la curiosità possa essere trainante per raggiungere una consapevolezza maggiore del sè e degli altri. La curiosità è empatica ed inclusiva nella sua genuina capacità di immergersi nella realtà. Inoltre la curiosità, l'informarsi, la voglia irrefrenabile di sapere genera un circolo vizioso di creatività che possiamo e dobbiamo mettere al servizio di noi stessi e degli altri. Il senso di responsabilità derivato dal sapere può essere la causa scatenante di quello che definiamo ARTE (vedi su).










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